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Come Aprire un Centro per l’Infanzia



Se state cercando un modo per aprire un centro per l’infanzia dovrete essere a conoscenza delle norme che ruotano intorno a questo tipo di impresa.

La L.R. 1/00 “Norme in materia di servizi educativi per la prima infanzia” e successive modifiche, definisce varie tipologie di servizi educativi per la prima infanzia con le relative finalità e caratteristiche che lo individuano:

  • Nidi d’infanzia (servizi rivolti ai bambini da tre mesi a tre anni, a tempo pieno o a tempo parziale);
  • Educatrice/tore domiciliare (tipologia di servizio sperimentale prevista dalla Legge che svolge la propria attività in uno spazio dedicato all’interno del proprio domicilio o in altro contesto, fino a un massimo di 5 bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 36 mesi);
  • Educatrice familiare (tipologia di servizio sperimentale da attuarsi presso un ambiente domestico di abitazione messo a disposizione da una delle famiglie, fino a un massimo di 3 bimbi in età 3/36 mesi);
  • Servizi Integrativi al nido (servizi con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale, che prevedono modalità strutturali, organizzative e di funzionamento diversificate, aperti ai bambini anche accompagnati);

 

ITER BUROCRATICO E COSTI DA SOSTENERE PER APRIRE UN CENTRO PER L’INFANZIA

  • Diploma di Maturità Magistrale, oppure: diploma di abilitazione all’insegnamento di grado preparatorio, diploma di qualifica di assistente all’infanzia, diploma di maturità tecnico-femminile per dirigenti di comunità;
  • Richiesta presso il Dirigente dei servizi educativi dell’infanzia e la Famiglia del comune;
  • Autorizzazione,
  • Adottare, qualora vengano forniti uno o più pasti, una tabella dietetica approvata dall’ASL;
  • Provvedere alla copertura assicurativa del personale e degli utenti;
  • Destinare una quota dell’orario di lavoro del personale, pari ad un minimo di venti ore annuali, alle attività di aggiornamento, alla programmazione delle attività educative e attività con le famiglie;
  • Corredo adeguato per l’arredamento.

Il badget da sostenere per costituire l’impresa rivolta all’infanzia vari a seconda della tipologia scelta: le cooperative o la società di persone e capitali che devono essere costituite davanti un notaio, mentre le ditte individuali non richiedono tale obbligo.



Il progetto deve essere rivolto all’attenzione dei bambini e ai rispettivi bisogni che si intendono soddisfare, quali risultati economici e competitivi potrete essere in grado di ottenere. Per la localizzazione della sede è preferibile scegliere un’ubicazione al piano terreno, escludendo i seminterrati, al fine di facilitare l’accesso all’area esterna da parte dei bambini. Sarà per questo importante evitare ogni possibile forma ravvicinata responsabile di inquinamento atmosferico, elettromagnetico o acustico.

Lo spazio ddito al verde è invece obbligatorio, deve essere facilmente accessibile, sicuro, mediante l’adeguata delimitazione del perimetro e l’assenza dei rischi.

Quanto vi costerà tutto questo? I primi costi da sostenere saranno quelli per costituire l’impresa. Susseguiranno poi i costi di messa a norma dei locali in conformità alle normative vigenti circa gli impianti, l’antisismica, la sicurezza dei luoghi di lavoro e altro. Inoltre la creazione dei servizi igienici sarà stabilita in base alla capienza dei bambini che la struttura potrà ospitare ( 1 wc ogni 6 bambini, 1 lavabo ogni 4 bambini, ecc). Altro fattore importante sarà la cucina, dovrete decidere se il servizio mensa sarà rivolto anche ai bambini al di sotto dei 12 mesi. In alternativa potrete realizzare una cucinetta per lo sconfezionamento dei cibi,  preparati da un soggetto esterno.

Ogni attrezzatura, gli arredi e il materiale didattico dovrà essere fornito da ditte specializzate per l’infanzia. I costi che dovrete tenere in considerazione saranno dunque anche i costi per lo studio tecnico relativo al progetto, l’istituzione delle pratiche presso il Comune e l’ASL,  il rilascio delle certificazioni di conformità dell’impianto elettrico, riscaldamento, ecc.

Se non potete disporre dei finanziamenti privati ottenuti dalle Banche, esistono finanziamenti pubblici, ovvero sostegni erogati dalla Regione alle Province.

Infine il personale verrà suddiviso tra funzione educativa e funzione ausiliaria. Per l’esercizio della funzione di educatore presso i servizi educativi per la prima infanzia è obbligatorio il possesso dei titoli di studio previsti dalla direttiva regionale n. 646/2005.

Per gli educatori, la normativa regionale  fissa invece il rapporto numerico e fascia d’età dei bambini, mentre per gli ausiliari i parametri dovranno essere: 1 ausiliaria ogni 21 bimbi.