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Lavoro a Turni, Orari, Ferie, Riposi e Pause



A quanto ammontano per legge le ore di riposo che dovrebbero essere concesse ad un lavoratore tra un turno di riposo ed un altro? L’argomento è spesso frainteso o poco conosciuto, in particolar modo perché non sempre tale disposizione con effettivo valore legale viene riconosciuta da parte di tutti i datori di lavoro. Secondo quanto stabilito ogni lavoratore, tra un turno e l’altro, ha diritto ad almeno 11 ore di riposo consecutive.

Tale disposizione è stata approvata con il D.Lgs. n°66 approvato l’8 aprile 2003 che all’articolo 7 stabilisce specificatamente: “Il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore”.

Il vincolo delle ore di riposo tra i turni dei dipendenti dovrebbe essere sempre rispettato, a prescindere dalla mole di lavoro e dal settore in cui l’azienda o l’impresa si colloca. Per le imprese con poco personale assunto tale limite rappresenta un vero e proprio problema e non è raro ritrovarsi impegnati in un accumulo di ore nettamente superiori rispetto ai limiti imposti dalla legalità, senza poter usufruire dell’equo riposo.

Un ulteriore problema incombe al momento in cui si riscontrano ferie, richieste di permessi o assenze per malattia per le quali il resto dei lavoratori dipendenti viene generalmente costretto allo straordinario sull’orario lavorativo. Le regole imposte dall’Unione Europea dovrebbero essere rispettate indipendentemente dalla situazione interna della realtà aziendale da quanto dichiarato nel decreto legislativo.



Da anni, oltre alle polemiche di diversi lavoratori, si sono aggiunte anche le diatribe dei dipendenti pubblici quali medici e infermieri spesso costretti a coprire i turni in assenza di personale e fondi salariali per nuove assunzioni, rischiando di continuare ad esercitare la propria professione già di per sé delicata, sotto uno stato fisico e psichico di stanchezza dovuta all’impossibilità di un corretto riposo. L’apertura delle nuove trattative sanitarie provvederà a sanare la voragine che divide i dipendenti a garanzia di un servizio per i cittadini 24 ore su 24, nel rispetto fondamentale delle adeguate ore di riposo tra un turno e l’altro.

Le nuove regole sanciscono attualmente una serie di decisioni riguardanti i permessi giornalieri e quelli settimanali: i contratti di lavoro full-time prevedono 40 ore lavorative all’interno dell’arco di una settimana, per un massimo di sei giorni lavorativi e un giorno di totale riposo. Non sussistono limiti a riguardo dell’orario giornaliero all’interno dell’arco delle giornate, purché venga assicurato al lavoratore dipendente il diritto alle 11 ore di riposo consecutive tra un turno e l’altro.

In conseguenza a tale imposizione un orario di lavoro che superi le 13 ore consecutive al giorno è dichiarato illegale, contando che un corretto riposo di sonno prevede almeno 8 ore, al lavoratore non restano che 3 ore da suddividere per la nutrizione e la propria famiglia o i propri impegni al di fuori dell’ambito lavorativo.

Ogni 6 ore è prevista per legge una pausa caffè o ristorativa per ogni dipendente che non potrà essere inferiore ai 10 minuti.

Non sono invece previste deroghe per i lavoratori dipendenti impiegati in più aziende, possibile solamente sotto un contratto part-time.