Provincia Lavoro Tasse e Leggi Maternità Insegnanti, quando si ha Diritto al Trasferimento ed il Congedo INPS

Maternità Insegnanti, quando si ha Diritto al Trasferimento ed il Congedo INPS



Il diritto alla maternità a riguardo delle insegnanti scolastiche prevede per legge un congedo INPS e uno specifico diritto, della durata pari a 3 anni massimi, di trasferimento della sede di lavoro nella regione o nella provincia dove si trova occupato l’altro genitore. Ad approvare tale diritto è stato il Tribunale di Pordenone, regolamentando il trasferimento dell’insegnante neo mamma anche sotto forma frazionato in modo da favorire la vicinanza alla sede di lavoro occupazionale del padre o del secondo genitore.

Tale decisione ha sancito una regolamentazione importante all’interno del settore insegnanti per la quale occorre fare chiarezza analizzando il provvedimento sotto ogni punto di vista.

 

Come Funziona la Maternità Insegnanti

Per rispondere ad una serie di domande quali la durata del periodo del congedo di maternità, i trasferimento effettivo della no mamma presso una sede scolastica più vicina all’impiego del secondo genitore, e via elencando, sarà sufficiente proseguire la lettura del medesimo articolo guida.

Innanzitutto occorre specificare che il congedo INPS di maternità riconosciuto alle lavoratici dipendenti in stato di gravidanza rappresenta un periodo obbligatorio di riposo alla quale la lavoratrice trae diritto precedentemente e successivamente al parto. Generalmente il periodo di congedo per maternità ha un periodo complessivo di cinque mesi in cui la lavoratrice potrà decidere di usufruirne attraverso diverse modalità: 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo il parto; oppure 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo il parto.



A seconda dei diversi contratti tuttavia il congedo di maternità risulta differente, ad esempio stabilendo un periodo di maternità più lungo rispetto ai cinque mesi elencati in precedenza. In altro modo invece nessun CCNL potrà prevedere un congedo di maternità inferiore ai cinque mesi, neppure sotto stretto accordo fra le parti tra dipendente e datore di lavoro.

Il CCNL scolastico non prevede modifiche contrattuali riguardo al congedo di maternità, per tanto il periodo di astensione retribuita dal lavoro sarà erogato alla dipendente in stato di gravidanza nell’arco dei cinque mesi messi a disposizione tramite la formula 2+3 o 1+4, prima spiegata.

Anche in caso di interruzione di gravidanza oltre i 180 giorni di gestazione il congedo di maternità manterrà o stesso diritto per la dipendente lavoratrice.

Nel caso di una gravidanza prematura invece la lavoratrice dipendente avrà diritto ai tre mesi riconosciuti dalla normativa, sia dei giorni di permesso dei quali non si è goduto in precedenza rispetto all’anticipo del parto sulla tabella di marcia. Infine, anche nel caso delle adozioni, alla donna viene riconosciuto il diritto di congedo maternità erogato dall’INPS. In questo caso il congedo avrà effettivo valore di inizio al momento dell’arrivo del minore all’interno del nucleo famigliare, oppure durante le trasferte all’estero dove completare la prassi burocratica necessaria per regolamentare l’adozione ai sensi di legge.

Il trasferimento previsto per gli insegnanti in congedo di maternità possiede inoltre un valore provvisorio, stabilito dal decreto legislativo 151 del 2001.

Lo stesso diritto spetta quindi a tutte le mamme a riguardo dei figli da 0 a 3 anni, stesso lasso di tempo previsto per i trasferimento temporaneo.