Medico Fiscale, Orari Visite, come funzionano i controlli

Medico Fiscale, Orari Visite, come funzionano i controlli


Quando un lavoratore è a casa in malattia, ovvero in mutua, non è inusuale che su richiesta della stessa INPS o del datore di lavoro riceva la visita del Medico Fiscale, il quale dovrà verificare lo stato di salute del dipendente. Ma quali sono gli orari delle visite? E come funzionano i controlli?

Orari Visite

Qualsiasi lavoratore, indipendentemente se è un dipendente pubblico e/o privato, che si trovi in malattia è obbligato ad essere reperibile 7 giorni su 7. Questo che vuol dire che compresi i weekend oppure i giorni festivi, deve necessariamente farsi trovare in casa negli orari di visita in cui potrebbe passare il Medico Fiscale.

Gli orari da rispettare sono diversi per le due le categorie dei dipendenti, ovvero:

  • lavoratori pubblici devono farsi trovare a casa:
  1. Al mattino dalle 9.00 alle 12.00
  2. Al pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00

Inoltre è anche opportuno sapere che in questo settore, in virtù delle nuove regolamentazioni, non esiste più il principio della visita unica, per essere più specifici il Medico Fiscale potrebbe ripetere (magari sistematicamente) il controllo dello stato di salute del dipendente.

Tra l’altro il regolamento stabilisce anche che la visita sia automaticamente obbligatoria qualora la mutua scattasse il giorno prima e/o quello successivo all’inizio del weekend, al giorno di riposo, alle ferie o ai festivi.

  • lavoratori privati invece devono farsi trovare a casa:
  1. Al mattino dalle 10.00 alle 12.00
  2. Al pomeriggio dalle 17.00 alle 19.00

Rispettare scrupolosamente questi orari è di fondamentale importanza per evitare di incorrere in spiacevoli sanzioni, perché qualora il Medico Fiscale si presentasse al proprio indirizzo (o in alternativa al domicilio) e, non trovasse il dipendente se questi non ha una più che valida giustificazione automaticamente perderà:



  • Il 100% della sua retribuzione mensile per i primi 10 giorni di malattia
  • il 50% (sempre della sua retribuzione mensile) per i restanti giorni di malattia

Fortunatamente, il lavoratore ha comunque 15 giorni di tempo per evitare l’applicazione di queste pesantissime sanzioni, in quanto sarà sufficiente che presenti una motivazione valida che possa giustificare l’assenza, ovvero in caso di una visita un certificato che ne attesti lo svolgimento.

Come si richiede il Certificato di Malattia

Come tutti sappiamo il Certificato di Malattia deve essere richiesto al proprio medico condotto (il curante), il quale ha il dovere di inviare la documentazione che attesta la mutua all’INPS per via telematica.

In alcuni casi però il proprio medico potrebbe trovarsi in condizione di non poter spedire il tutto telematicamente, quindi rilascia al proprio paziente il documento cartaceo, che al massimo entro due giorni deve essere consegnato, in duplice copia, sia al datore di lavoro sia all’INPS.

Ovviamente, prima di acconsentire a concedere il periodo di malattia il medico curante a l’obbligo di visitare il proprio paziente, in modo tale da sincerarsi (in base ai sintomi descritti) della reale condizione di salute e se questa necessità delle mutua.

La diagnosi, a discrezione del medico condotto, potrebbe anche essere protratta per un periodo di 48 ore, essere variata o in caso di necessità addirittura rinviata fino a quando il paziente non si sottopone a una visita specialistica. Quello che è certo è che nel caso in cui il medico constati la completa guarigione, magari anche anticipatamente, allora il soggetto è tenuto a ritornare sul posto di lavoro.



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