Provincia Lavoro Tasse e Leggi Quando si Paga il Ticket di Licenziamento 2018, calcolo e nuovi importi

Quando si Paga il Ticket di Licenziamento 2018, calcolo e nuovi importi



In che cosa consiste il ticket di licenziamento aggiornato al 2018 che prevede l’erogazione da parte del datore di lavoro?

Il suo importo raddoppia a seguito della Legge di Bilancio che prevedrà nuovi importi a partire dal 2018 ormai alle porte.

Il ticket di licenziamento consiste in un contributo a carico delle aziende a riguardo dei lavoratori, una disposizione prevista dalla Riforma Fornero (legge 92/2012).

Il ticket di licenziamento sarà dovuto a tutti i lavoratori dipendenti al momento dell’interruzione del rapporto di lavoro soggetto a contratto a tempo indeterminato, fatta eccezione nel caso in cui a predisporre il licenziamento sia il lavoratore dipendente stesso sotto regolari dimissioni. La stessa esenzione sarà dovuta anche in caso di una risoluzione del rapporto di lavoro di tipologia consensuale tra dipendente e datore di lavoro.

Il provvedimento si sostituisce all’indennità di mobilità dal 1°gennaio 2017, prevedendo un finanziamento Naspi, l’indennità di disoccupazione che l’INPS, ai lavoratori dipendenti che si ritrovano senza lavoro, oltre al fine di scoraggiare in tal modo i licenziamenti ingiustificati da parte del datore di lavoro.

Il datore di lavoro non avrà più l’obbligo del versamento di una tassazione nei confronti del proprio dipendente, ma dovrà in altro modo finanziare l’ente INPS per il sostegno dell’indennità di disoccupazione.

 

Ticket di licenziamento: come dovrà essere corrisposto all’INPS

Il ticket di licenziamento a carico del datore di lavoro dovrà essere corrisposto entro il sedicesimo giorno del mese successivo al licenziamento effettivo del dipendente, sotto un importo che potrà variare a seconda di diverse caratteristiche e all’anzianità lavorativa del dipendente stesso.



L’importo potrebbe dunque variare a partire dal 2018 ormai alle porte, in riferimento alla Legge di Bilancio e all’aliquota maggiorata a carico del datore di lavoro.

Il ticket di licenziamento dovrà essere erogato all’ente dell’INPS, Naspi, in presenza di un’interruzione del rapporto lavorativo di un dipendente per cause esterne alla propria responsabilità personale e professionale. Esenti dal ticket di licenziamento risulteranno i datori di lavoro in presenza delle dimissioni volontarie da parte del proprio dipendente, oppure in presenza di una risoluzione consensuale, fatta eccezione per le dimissioni con giusta causa che prevedranno invece l’importo del versamento all’INPS.

La tassazione dovrà quindi essere erogata entro il sedicesimo giorno del mese successivo al licenziamento in conseguenza di:

  • licenziamento per crisi finanziaria dell’impresa; licenziamento per giusta causa; dimissioni per giusta causa;
  • dimissioni della dipendente in maternità; risoluzione consensuale con conciliazione obbligatoria effettuata presso la Direzione territoriale del lavoro;
  • licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo;
  • licenziamento del lavoratore con contratto a chiamata; licenziamento collettivo, in assenza di un accordo sindacale;
  • mancata trasformazione del contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato.

Indipendentemente dall’effettivo utilizzo della Naspi da parte del dipendente licenziato, il datore di lavoro sarà obbligato al versamento del ticket di licenziamento presso l’ente dell’INPS.

In caso di decesso del dipendente sarà invece prevista un’ulteriore esenzione del ticket, ma tale obbligo rimarrà anche in presenza di cambi di appalto e fine cantiere nel settore edilizio.



Quando si Paga il Ticket di Licenziamento 2018, calcolo e nuovi importi ultima modifica: 2018-01-03T10:04:02+00:00 da redazione